Jacqueline Diffring - Opening

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Titolo: Opening

anno: 2011

tecnica: bronzo (Fonderia Del Chiaro, Pietrasanta)

dimensioni: 90 X 145 X 60 cm

La prima parola che si forma nell`incontro con la scultura „Opening“ (Apertura) è forza, radicarsi, appoggio solido.

Un braccio che impedisce il passaggio o indica la strada verso il proprio sviluppo. Un braccio, disposto a dare ed a ricevere. Un corpo fatto di cubi, convessi e concavi. Le linee chiare, taglienti delimitano le forme, le morbide curve del collo, del braccio. Braccio o ala?

Il collo leggermente inclinato sembra tenero, vulnerabile sopra le massicce, fortemente architettoniche forme si alza libero nello spazio dello spirito, delle idee aldilà del legame con la terra. Architettura scultorea. Il triangolo superiore, le spalle, escono curvandosi a volta. Dal corpo aperto nasce la protezione – il tetto.

Un corpo, né maschile né femminile. Jacqueline Diffring riunisce figurazione ed astrazione, la corporalità stessa è simbolo di “un’attitudine spirituale, un posizionarsi al mondo applicato al corpo”.

Un corpus, il cui spazio interno si apre, ma si chiude contemporaneamente, un rettangolo come scudo. Risonanze a tematiche biografiche, “fin dove posso aprirmi, a che punto mi devo proteggere”. Il desiderio di svilupparsi, caricare energia, abitare la forza. Incontrare la creazione e riconoscerla. Questi sono temi centrali nel lavoro di Jacqueline Diffring.

Nata nel 1920, inizia a studiare arte a Berlino. A causa della forte repressione dai nazionalsocialisti emigra nel 1939 in Inghilterra. Lì prende la cittadinanza britannica e conclude i suoi studi al Technical College a Cambridge ed all’Università di Londra. Studia scultura alla Chelsea School of Art con Soukop e MacWilliam, ma il suo maestro più importante fu Henry Moore. Dall’inizio degli anni ‘60 vive e lavora in Francia. Le sue opere sono presente nelle gallerie d’arte internazionali, nei musei e nelle esposizioni internazionali d’arte. Nel 2007 dà il via alla Jacqueline Diffring Foundation a Berlino.

Marlene Mohn